Recensioni
Le reputazioni
| Autore | Juan Gabriel Vàsquez |
| Genere | romanzo |
| Area | Attività Culturale |
| Casa editrice | Feltrinelli |
| Anno | 2014 |
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“Libertà, libertà dal passato, ora questo era ciò che Mallarino desiderava più di qualsiasi cosa.” La letteratura latinoamericana, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, gode di un vivo interesse in Europa e in particolare in Italia, dove importanti case editrici portano all’attenzione dei lettori opere inedite e opere oramai diventate classici della letteratura mondiale. Il vasto ambiente culturale che va sotto la denominazione di “letteratura latinoamericana”, non va inteso come uno spazio delimitato da confini linguistici o geografici, ma trova la sua identificazione in un punto di incrocio di diverse culture, di meticciamento non sterile, in grado di potenziare nuove capacità di creazione.[1] Juan Gabriel Vàsquez, che secondo il Premio Nobel peruviano Mario Vargas Llosa “è una delle nuove voci più originali della letteratura latinoamericana” gode di un successo internazionale per i suoi romanzi, già vincitori di premi importanti ed è stato tradotto quasi interamente in italiano. La sua produzione letteraria maggiore si inserisce nel contesto socio-culturale colombiano contemporaneo volto a coltivare la memoria, a fare eco alla storia presente attraverso intrecci narrativi il cui scenario prediletto è la città e dove i personaggi misteriosi e spesso contraddittori si distinguono per la loro originalità e aprono a piste di riflessione multiformi. Secondo il Time, “Vásquez, come Bolaño, è uno stilista magistrale e un virtuoso dell'andamento pacato e della struttura intricata, e usa il romanzo con lo stesso scopo di Bolaño: mappare i danni, profondi e a cascata, fatti al nostro mondo dall'avidità e dalla violenza, e ammettere che neanche l'amore può ripararli.” Le reputazioni è l’ultimo romanzo tradotto in italiano e pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli nel 2014. In questo testo, l’autore ci presenta Mallarino, un disegnatore satirico, “un uomo in grado di determinare la revoca di una legge, di ribaltare la sentenza di un giudice, di far cadere un sindaco o di minacciare seriamente la stabilità di un ministero, e tutto ciò con le sole armi della carta e dell’inchiostro di china”. Il racconto inizia quando Mallarino è all’apice del successo e si prepara a ricevere un meritato premio alla carriera dopo quarant’anni di intenso lavoro divulgativo. La trama del romanzo ha un andamento pluridirezionale e i flashback inseriti nel racconto permettono al lettore di conoscere le vicende famigliari del personaggio, di seguirlo nella sua carriera libera da compromessi, ma in grado di compromettere la reputazione altrui, e soprattutto osservare il cambio di prospettiva che Mallarino assume a partire dall’incontro con Samanta Leal, giovane donna che lo interpella su una vicenda del passato che li accomuna e che si rivelerà essere un punto di svolta per le scelte future di entrambi. A fare da protagonista nel racconto sembra essere la storia, la storia delle persone e la storia di un paese. L’autore con abile maestria narrativa suggerisce che la storia è sempre raccontata da qualcuno e pertanto filtrata e ‘deformata’ da chi ne parla e mette in evidenza la responsabilità di chi è in grado di cambiare il corso degli eventi. Una storia raccontata vive del suo passato e quello che una volta appariva come una verità certa e assoluta, appena incamerata nella stanza della memoria si rivela fragile e soggetta al dubbio. Mallarino si confronta con tale incertezza e presto capisce che la sua reputazione, il suo ruolo di guida morale del paese si sono costruiti su certezze che ora gli appaiono labili. Di fronte a questa consapevolezza Mallarino è chiamato a fare una scelta: mantenere la sua reputazione e proseguire nel suo lavoro di satira che inevitabilmente deforma e influisce sulla storia delle persone prese di mira o preservare la reputazione degli altri chiudendo la sua carriera per orientarsi non verso un passato che cambia appena riportato alla memoria, ma verso il futuro che può ricordare nei minimi dettagli.
[1]Per approfondimenti sul tema cfr. Roberto Fernández Retamar, Per una teoria della letteratura ispano americana, trad. di Piero Ciriaco, Roma, Meltemi, 1999.
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