Recensioni
L’ultimo inverno
| Autore | Paul Harding |
| Genere | romanzo |
| Area | Attività Culturale |
| Casa editrice | Neri Pozza |
| Anno | 2011 |
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“La luce cambia, sbattiamo gli occhi, vediamo il mondo da una prospettiva appena differente e il nostro posto al suo interno è già cambiato, e continuerà a cambiare, all’infinito”. L’ultimo invernoè il romanzo d’esordio dello scrittore americano Paul Harding, ex docente di scrittura creativa ad Harvard e batterista di una band rock. Dopo diversi tentativi di trovare qualcuno che lo pubblichi, l’autore trova riscontro positivo presso una piccola casa editrice “no profit”, la Bellevue Literary Press, che accetta la sfida e nel 2009 pubblica il romanzo con il titolo originale Tinkers. Attraverso un virale passa parola L’ultimo inverno riescea scalare rapidamente le classifiche, fino ad aggiudicarsi nel 2010 l’importante premio letterario Pulitzer. La storia narrata è ambientata in Maine, negli Stati Uniti d’America, e racconta gli ultimi otto giorni dell’ormai anziano George Washington Crosby. Circondato dall’affetto dei familiari e dagli orologi a cui con passione si è dedicato fino a quel momento, George ripercorre i sentieri della memoria e dell’immaginazione mentre riaffiorano frammenti di vita che hanno segnato la sua identità. Nella mente dell’anziano orologiaio, le immagini più nitide sono quelle che rammentano l’infanzia, in particolar modo la figura del padre, persona nei confronti della quale George ha sempre provato un misto di amore e di rabbia. Howard Crosby, padre del protagonista, non fu un uomo dalla vita facile: per mantenere quattro figli dovette lavorare sodo, nei boschi sperduti del Maine, il mestiere di venditore ambulante garantiva ben poco. Ma non era questo ciò che determinò Howard ad abbandonare la propria casa e andarsene lontano, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore del figlio George. Il ‘Grande Male’, come veniva definita l’epilessia, aveva colpito il padre Howard fin dalla giovane età ed inevitabilmente anche la famiglia doveva fare i conti con questa realtà. Dopo alcuni tristi eventi, Howard decise di lasciare tutto e andarsene perché “a farlo disperare era l’idea che sua moglie lo considerasse un povero scemo, un ambulante da quattro soldi, un aspirante poeta che si riduceva a copiare pessimi versi trovati su riviste religiose da due penny, un epilettico, e non riuscisse a trovare alcun motivo per cambiare prospettiva e provare a vederlo in una luce migliore”. Alle vicende esistenziali dei personaggi fa da sfondo una natura in costante metamorfosi, che l’autore riesce a descrivere con toni di rara bellezza e forte impatto emotivo. La neve, gli animali, le piante, i boschi, la vegetazione, il sole e il buio della notte accompagnano il flusso delle emozioni che i personaggi provano, i loro stati d’animo e le loro visioni. Anche se il tema della morte in qualche modo permea quasi ogni pagina del libro e sembra decretare la fine di ogni legame, nella storia di George è proprio l’avvicinarsi della morte che mette in risalto il valore umano del personaggio che riesce a recuperare attraverso la memoria i legami recisi e quel necessario sentimento di riconciliazione con se stessi e con la propria storia. L’ultimo inverno è un romanzo austero che sviluppa molteplici temi come il rapporto con la malattia propria e degli altri, il tema della memoria, e quella del tempo interiore dal ritmo inconciliabile col tempo della storia. Scarica PDF | |

