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Recensioni

Il giardino delle nebbie notturne

AutoreTan Twan Eng
Genereromanzo
AreaAttività Culturale
Casa editriceElliot
Anno2013
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“Forse noi non siamo diversi, mi dico, ci orientiamo nella vita interpretando silenzi fra parole dette, sondando gli echi della memoria per mappare il terreno, per dare senso a ciò che ci circonda”.
 
Dopo l’opera d’esordio La donna venuta dalla pioggia (Newton Compton, 2008) finalista al Man Booker Prize, lo scrittore malese di origini cinese Tan Twan Eng torna in Italia con il romanzo Il giardino delle nebbie notturne pubblicato dalla casa editrice Elliot e vincitore del prestigioso Man Asian Literary Prize 2012. La storia narrata è ambientata in Malesia sugli Altopiani di Cameron e si snoda lungo una trentina di anni a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. La protagonista è la sessantenne Yu Ling Teoh, seconda donna giudice nella storia della Corte suprema di Kuala Lumpur, e l’unica superstite di un campo di prigionia giapponese, tenuto segreto, dove da giovane era stata internata insieme alla sorella. Il libro si apre con la cerimonia di pensionamento anticipato di Yu Ling costretta a lasciare il lavoro per una malattia neurologica che gradualmente le sta cancellando la memoria e la capacità di comprendere la realtà. Pressata dalla fretta di ricordare, Yu Ling ritorna sugli altopiani tra le piantagioni del nord, per fermarsi presso il giardino di Yugiri realizzato decenni addietro dal maestro Aritomo Nakamura, ex giardiniere imperiale ed esperto dell’arte nipponica dello shakkei, ossia l’arte di prendere il paesaggio in prestito e inglobare nel design del giardino gli elementi che lo circondano. “In mezzo a quelle montagne dove il respiro degli alberi diventava nebbia e la nebbia filtrava tra le nuvole”, Yu Ling si riappropria della sua vita e del suo passato. Di giorno si dedica a riportare il giardino agli splendori di un tempo, mentre di notte mette per scritto le sue memorie per i giorni in cui non sarà più in grado di ricordare. Con grande maestria Tan Twan Eng crea in questo romanzo un duplice piano narrativo, alternando capitoli al presente, con altri dedicati interamente alla memoria, dove come in un puzzle il lettore viene a conoscere gradualmente la vita passata della protagonista, i misteri della sua prigionia, gli amori e le speranze. Si apprende così la vicenda di Yu Ling quando ventottenne si reca a Yugiri in cerca dello schivo ed enigmatico Aritomo per chiedergli di realizzare un giardino per lei in memoria della sorella morta nel campo di concentramento, artista appassionata di giardini tradizionali giapponesi, da lei scoperti prima della guerra in occasione di una visita con la famiglia in Giappone. Aritomo rifiuta la proposta, ma accetta di accogliere la protagonista come apprendista “fino all’arrivo dei monsoni”, momento in cui lei sarà in grado di disegnare un giardino da sola. Ma la drammatica esperienza del campo ha segnato profondamente la vita di Yu Ling, che ora ha in sé solo odio e rabbia nei confronti dei giapponesi. Come può, infatti, creare un giardino giapponese, che rappresenta l’essenza della calma e del vuoto, e lavorare fianco a fianco con un uomo che ogni mattina si inchina davanti all’immagine dell’imperatore Hirohito, così come le era imposto di fare nel campo di prigionia? Eppure, in qualche modo, sarà proprio Aritomo ad aiutare Yu Ling a superare il trauma della prigionia attraverso il legame che si instaura fra loro e gli insegnamenti delle arti classiche giapponesi: lo kydo (tiro con l’arco), gli ukiyo-e (stampe xilografiche), gli horimono (tatuaggi), insieme alla filosofia associata alla creazione di un giardino altamente concettuale e di sublime bellezza. Il giardino delle nebbie notturne rappresenta sostanzialmente la metafora dell’anima umana alla ricerca di una spiegazione del proprio passato, di una chiave di volta per il futuro dove il paesaggio, la natura, le siepi, il ruscello, l’airone diventano parti integranti della storia trasformandosi in descrizioni dettagliate e particolari degli stadi d’animo. Dalla lettura del libro si può cogliere una duplice concezione del giardino: da una parte artificio, tentativo di imbrigliare e perfezionare la natura, “una specie di trucco”; dall’altra, luogo simbolico che ricorda la transitorietà della vita. “Un giardino prende in prestito dalla terra, dal cielo, da tutto ciò che c’è intorno, noi invece prendiamo in prestito dal tempo” e Yu Ling sente il peso della verità della sua esistenza: “Anche la tua vita di un tempo è finita. Sei qui, con i sogni di tua sorella in prestito, in cerca di ciò che hai perduto” le dirà un giorno un suo amico. Il giardino di Yugiri, più che ricordare la sorella scomparsa, diventerà una metafora della vita stessa della protagonista e lei lotterà per “costruire il proprio giardino” facendo tesoro degli insegnamenti di Aritomo, perché fra sofferenza e bellezza anche una vita così segnata possa acquisire un senso che non sia soltanto di perdita.
Il giardino delle nebbie notturne è un libro intenso, dove i flashback sono narrati con grande delicatezza e attenzione ai particolari, mentre la scrittura si fa sempre più cristallina fino all’epilogo, quando al lettore vengono svelati misteri e sorprendenti verità. Molti sono i temi tratteggiati nel romanzo: memoria e oblio come facce della stessa medaglia, la senilità e la consapevolezza del decadimento del proprio corpo, la guerra, l’amore, l’amicizia, l’arte, l’attenzione allo spirito.