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Recensioni

Ogni angelo è tremendo

AutoreSusanna Tamaro
Genereautobiografia
AreaAttività Culturale
Casa editriceBompiani
Anno2013
BibliotecaVisualizza la scheda del libro


“L’inquietudine è uno stato che produce domande. Soltanto nel momento in cui si accetta l’inquietudine come dato fondante, si entra davvero nell’umanità”.
 
David Grossman, famoso scrittore israeliano, nell’introduzione del saggio “Con gli occhi del nemico” si chiede cosa trasforma una persona in uno scrittore, e risponde che è soprattutto il desiderio dell’autore di conoscere se stesso ed il mondo, di dare voce a tutte le correnti che passano impetuose dentro di lui. Grossman scorge però anche un’altra istanza che muove alla scrittura, un’aspirazione più profonda che consiste nel rimuovere quanto ci protegge dall’altro, nell’esporsi senza alcuna difesa alla tenebra dell’altro, a quel magma e materia incandescente che ribolle nell’interiorità di ogni persona, incrocio di innumerevoli forze. Raggiungere nella scrittura quel posto che è così arduo conoscere nel prossimo: il posto in cui si rivela il suo crogiolo…
 
Susanna Tamaro sembra percorrere magnificamente questo arduo sentiero della letteratura con l’autobiografia-romanzo Ogni angelo è tremendo, edito da Bompiani. Con questo libro l’autrice compie un viaggio interiore inedito, in cui si propone di comprendere la radice della vera scrittura, che stain profondità, nel nucleo di fuoco della terra, nel cuore di tenebra dell’uomo.
 
Nella ricerca interiore, l’autrice scruta ed indaga la propria vita, partendo dalla sua comparsa nel mondo, che accade nel cuore della notte in uno dei giorni dell’anno con meno luce. Con disincanto si è accompagnati nella Trieste degli anni cinquanta e sessanta, anni che si stanno lasciando alle spalle i fumi e gli odi della guerra, anche se il fantasma della seconda guerra mondiale domina ancora ovunque, mentre i fermenti della prosperità accolgono nuova vita. La forza prorompente del vento e le asperità del Carso scalfiscono l’esistenza e spronano a nuove direzioni.
L’analisi dell’infanzia sosta nell’universo composito della comunicazione degli sguardi, dell’abbandono, delle assenze, del vuoto che generano attorno all’autrice le figure famigliari. I sentimenti suscitati sono inquietanti: la compagnia delle paure, dei mostri e dei fantasmi. Gli stati interiori sono resi intensamente attraverso la bellezza tragica delle immagini dell’iceberg, delle calotte glaciali o dell’abisso delle Fosse Marianne, luoghi che l’autrice scopre nella raccolta di figurine Genti e paesi.
Ma anche nell’abisso più profondo sorge la luce, da esso si può risalire; questo è il credo che trapela dall’intero libro di Susanna Tamaro. In merito, l’autrice trova un aggancio significativo e rivelatore nell’immagine degli abissi evocata dalle Fosse Marianne. L’esploratore e scienziato Jacques Piccard, che nel 1960 realizzò l’impresa senza precedenti di immergersi a undicimila metri nell’abisso delle Fosse - con il batiscafo Trieste costruito proprio nei cantieri navalidella città dell’autrice - dichiarò che il fondo dell’abisso appariva luminoso, e che nell’immenso deserto s’intravvedevano forme di vita. La visione della speranza è conquistata con l’esperienza ed è la stessa speranza che indica all’autrice la via della letteratura.
Sono soprattutto le domande, il respiro profondo dell’infanzia dell’autrice, il filo conduttore e lo spiraglio di luce. Le domande sono fonte di vita, riversano inquietudine e mettono in marcia. Le domande non abbandonano la curiosità della conoscenza nemmeno nella vita adulta, come mostra l’autrice quando si chiede del perché un gufo reale, poco lontano dallo studio dove sta scrivendo, canta a mezzogiorno. La promessa è di riuscire a trovare la risposta.
Pagine di impareggiabile bellezza sono quelle che descrivono la passione per le scienze naturali, la bellezza segreta costituita dalle leggi geometriche insite nella materia e nella realtà circostante. Gli splendori nascosti contrastano la disarmonia delle apparenze e delle azioni…
L’incontro con la poesia, con gli scrittori custodi della cultura europea del novecento al Caffè San Marco a Trieste, sono le altre importanti tappe per la formazione delle idee letterarie della Tamaro. Ma la scrittura, come precisa l’autrice, affonda le sue radici nella passione per le scienze naturali, nell’osservare e interrogare la realtà, nell’analizzare e annotare, nel ricercare il senso, nel capire le ragioni e scoprire le relazioni di tutto ciò che si vede.      
 
Arrivata alla soglia dei vent’anni, l’autrice racconta la gestazione del primo romanzo, rimasto finora inedito. Illmitz, limite, nome che piace all’autrice, è la località austriaca confinante con l’Ungheria, immersa nella pianura paludosa, dove nidificano le cicogne. Lì le parole trovano dimora, nelle vicinanze umane, nelle distese ispiratrici. E dal limite, dal confine reale e simbolico dove ogni senso ha acuito la propria ricezione, le parole migreranno in altre esplorazioni, in altre scritture e romanzi: Va dove ti porta il cuore, Anima Mundi, Per sempre, di cui vengono offerte brevi e puntuali spiegazioni.
 
Ogni angelo è tremendoè un libro autentico e generoso, limpido e di spessore. Numerosi sono gli spunti di riflessione proposti: il senso della storia, la bellezza, il male, le prerogative della scrittura. La compassione ed il perdono sono le estremità che segnano la traiettoria dell’infanzia e della vita adulta. Queste realtà interiori, che il libro scruta con diligenza, si costituiscono nello svelamento e nella ricerca della verità, guardata dal versante scabro della realtà. “Benedizione” e “vita” sono le parole sussurrate nella pagina finale di questa indagine autobiografica che Susanna Tamaro ha dedicato all’analisi della propria scrittura.


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