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Albero della vita e Luce del mondo. Due eminenti mosaici dell’arte cristiana
A cura di Pier Angelo Carozzi
Spesso pensiamo che la spiritualità e la sapienza cristiana risiedano esclusivamente nei grandi trattati di teologia o nelle pagine dei Padri della Chiesa. Esiste, per altro, una “via della bellezza” altrettanto eloquente: quella delle immagini. Le grandi opere d’arte sacra non sono semplici decorazioni, ma vere e proprie riflessioni teologiche e spirituali trasposte in luce e colore. In questo breve percorso di due incontri, ci accosteremo al simbolismo di due dei più significativi tesori musivi italiani, dove ogni tassello narra un messaggio da comprendere e ogni dettaglio, anche il più piccolo, nasconde significati profondi che spesso sfuggono a un occhio non guidato. Il primo incontro sarà dedicato al Mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto: un viaggio lungo l’imponente “Albero della Vita” realizzato dal mosaicista Pantaleone (XII sec.), dove la storia sacra si intreccia con il mito, il ciclo dei mesi e le leggende cavalleresche, rivelando una visione del mondo complessa e affascinante. Il secondo incontro sarà invece dedicato al Mosaico Absidale della Basilica di Sant'Ambrogio a Milano. Una iniziazione alla maestà del Cristo in trono, circondato dai santi Gervasio e Protasio, in un dialogo visivo che lega la tradizione bizantina alla ritualità ambrosiana, tra dettagli iconografici che parlano di eternità e presenza divina. A guidarci nella lettura di questi “libri di pietra e luce” sarà la dott.ssa Cristina Rabosio, storica dell’arte che ci aiuterà a decodificare i dettagli più reconditi e le simbologie nascoste di queste opere. Modera il prof. Pier Angelo Carozzi, che introdurrà le tematiche e coordinerà il dialogo, contestualizzando la ricchezza teologica e storica delle opere.
Primo incontro - Giovedì 7 maggio 2026 - ore 17.30
L’albero della vita. I mosaici della cattedrale di Otranto
Cristina Rabosio - Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano
Il primo incontro si propone di analizzare il mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto evidenziandone i significati teologici e iconografici, con un metodo interdisciplinare in cui confluiscono conoscenze storiche, storico-artistiche e teologiche, derivanti dagli scritti dei Padri della Chiesa, elementi della cultura religiosa propria della Terra d’Otranto, la conoscenza del pensiero teologico del XII secolo, le ricerche dell’antropologia religiosa e culturale. Anche il confronto con le culture araba ed ebraica, presenti nel Mezzogiorno italo-bizantino e normanno, si mostra fecondo per l’interpretazione di alcune immagini. Lo studio dei processi culturali legati al simbolo e all’interpretazione iconografica permette, ad esempio, di spiegare la presenza sia di numerosi animali reali e fantastici sia di episodi appartenenti a tradizioni non bibliche.
Il confronto con opere d’arte del Medioevo latino e bizantino supporta il discorso e permette di comprendere l’ampiezza dell’orizzonte culturale in Terra d’Otranto nel XII secolo. Il risultato di tale comparazione porta a riconsiderare l’interpretazione generale del mosaico in senso unitario e biblico, integrando le storie extra-bibliche nell’universale Storia della Salvezza: il grande albero, centro unificatore della figurazione, assume le caratteristiche di Albero della Vita, che segna e accompagna la Storia della Salvezza, dalla Sapienza creatrice fino all’Incarnazione del Figlio, ordinando la lettura del mosaico dal presbiterio all’ingresso.
Cristina Rabosio - Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano
Il primo incontro si propone di analizzare il mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto evidenziandone i significati teologici e iconografici, con un metodo interdisciplinare in cui confluiscono conoscenze storiche, storico-artistiche e teologiche, derivanti dagli scritti dei Padri della Chiesa, elementi della cultura religiosa propria della Terra d’Otranto, la conoscenza del pensiero teologico del XII secolo, le ricerche dell’antropologia religiosa e culturale. Anche il confronto con le culture araba ed ebraica, presenti nel Mezzogiorno italo-bizantino e normanno, si mostra fecondo per l’interpretazione di alcune immagini. Lo studio dei processi culturali legati al simbolo e all’interpretazione iconografica permette, ad esempio, di spiegare la presenza sia di numerosi animali reali e fantastici sia di episodi appartenenti a tradizioni non bibliche.
Il confronto con opere d’arte del Medioevo latino e bizantino supporta il discorso e permette di comprendere l’ampiezza dell’orizzonte culturale in Terra d’Otranto nel XII secolo. Il risultato di tale comparazione porta a riconsiderare l’interpretazione generale del mosaico in senso unitario e biblico, integrando le storie extra-bibliche nell’universale Storia della Salvezza: il grande albero, centro unificatore della figurazione, assume le caratteristiche di Albero della Vita, che segna e accompagna la Storia della Salvezza, dalla Sapienza creatrice fino all’Incarnazione del Figlio, ordinando la lettura del mosaico dal presbiterio all’ingresso.
Gentilissimi,
vi informiamo che il secondo incontro del percorso "Albero della vita e Luce del mondo. Due eminenti mosaici dell’arte cristiana", inizialmente previsto per il giorno giovedì 21 maggio 2026 è stato posticipato a causa di un imprevisto.
vi informiamo che il secondo incontro del percorso "Albero della vita e Luce del mondo. Due eminenti mosaici dell’arte cristiana", inizialmente previsto per il giorno giovedì 21 maggio 2026 è stato posticipato a causa di un imprevisto.
La nuova data dell'incontro è
giovedì 28 maggio 2026 alle ore 17.30.
Ci scusiamo per il disagio.
Cordiali saluti.
Luce da luce. Il mosaico absidale della basilica di Sant’Ambrogio in Milano
Cristina Rabosio - Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano
Da secoli l’abside della basilica di Sant’Ambrogio in Milano custodisce un mosaico prezioso, dalla storia travagliata, la cui iconografia fu, tuttavia, tenacemente preservata per la rilevanza dei suoi significati teologici, saldamente legati al pensiero del vescovo Ambrogio. Al centro del mosaico Cristo Pantocratore siede sul trono; ai lati, i santi Gervasio e Protasio, i celebri martiri milanesi rinvenuti dal vescovo Ambrogio, si ergono come soldati del cielo. Una corona scende dal cielo, destinata al Re della Gloria, colui che è “Luce del mondo”, come dice il libro aperto dei Vangeli che sorregge con la mano sinistra. Questo secondo incontro, supportato da numerose immagini, propone un’analisi teologico-iconografica del mosaico nel contesto storico-artistico della Basilica Ambrosiana.
Cristina Rabosio si è laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Milano nel 2004; nel 2019 ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano con una tesi premiata con il Premio San Nilo 2021 e pubblicata da Jaca Book con il titolo L’albero della vita. I mosaici della Cattedrale di Otranto (2021). Ora insegna Religione cattolica nella scuola primaria e collabora come docente per il Diploma di Arte Cultura e Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano. Nel 2025 ha pubblicato Luce da Luce. Il mosaico absidale della basilica di Sant’Ambrogio in Milano (Editrice Ancora).
Percorso curato dal prof. Pier Angelo Carozzi, storico delle religioni.
INGRESSO LIBERO
Il percorso si svolge presso la Sala Conferenze della Fondazione Centro Studi Campostrini in via S. Maria in Organo, 2/4 - Verona.
Per informazioni:
Fondazione Centro Studi Campostrini
Via S.Maria in Organo, 4 - 37129 Verona
Tel. 045/8670770 - info@centrostudicampostrini
Da secoli l’abside della basilica di Sant’Ambrogio in Milano custodisce un mosaico prezioso, dalla storia travagliata, la cui iconografia fu, tuttavia, tenacemente preservata per la rilevanza dei suoi significati teologici, saldamente legati al pensiero del vescovo Ambrogio. Al centro del mosaico Cristo Pantocratore siede sul trono; ai lati, i santi Gervasio e Protasio, i celebri martiri milanesi rinvenuti dal vescovo Ambrogio, si ergono come soldati del cielo. Una corona scende dal cielo, destinata al Re della Gloria, colui che è “Luce del mondo”, come dice il libro aperto dei Vangeli che sorregge con la mano sinistra. Questo secondo incontro, supportato da numerose immagini, propone un’analisi teologico-iconografica del mosaico nel contesto storico-artistico della Basilica Ambrosiana.
Cristina Rabosio si è laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Milano nel 2004; nel 2019 ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano con una tesi premiata con il Premio San Nilo 2021 e pubblicata da Jaca Book con il titolo L’albero della vita. I mosaici della Cattedrale di Otranto (2021). Ora insegna Religione cattolica nella scuola primaria e collabora come docente per il Diploma di Arte Cultura e Teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano. Nel 2025 ha pubblicato Luce da Luce. Il mosaico absidale della basilica di Sant’Ambrogio in Milano (Editrice Ancora).
Percorso curato dal prof. Pier Angelo Carozzi, storico delle religioni.
INGRESSO LIBERO
Il percorso si svolge presso la Sala Conferenze della Fondazione Centro Studi Campostrini in via S. Maria in Organo, 2/4 - Verona.
Per informazioni:
Fondazione Centro Studi Campostrini
Via S.Maria in Organo, 4 - 37129 Verona
Tel. 045/8670770 - info@centrostudicampostrini
