Filosofia della religione

Relatio Subsistens. L’ontologia delle relazioni e la Filosofia Analitica della Religione

A cura di Daniele Bertini e Damiano Migliorini
Il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona e la Fondazione Centro Studi Campostrini organizzano il Convegno “Relatio Subsistens. L’ontologia delle relazioni e la Filosofia Analitica della Religione”, che avrà luogo nei giorni 16-17 novembre 2016.

Tema del convegno 
Obiettivo dell‟evento è discutere se e come la nozione di relazione sviluppata nella ricerca ontologica, teologica e relativa alla soggettività, debba essere impiegata nell‟ambito disciplinare della filosofia analitica della religione. Il convegno è suddiviso in tre aree tematiche:
a) Ontologia delle relazioni e ontologia relazionale;
b) Natura relazionale della soggettività;
c) Cosmologie e teofilosofie relazionali

Call for Abstract
Si invitano i dottorandi interessati a presentare una proposta di comunicazione che cada in una delle tre aree tematiche del convegno


Altre informazioni (http://danielebertini73.wix.com/convegnorelazioni)



Aree tematiche:
 
Relazioni. Come formulare un’ontologia relazionale?
Se esistono una pluralità di relazioni (spaziale, causale, affettiva, sociale…) e una relazione logica non è una relazione descrittiva, è indispensabile definire che tipo di relazioni esistono, e in che senso esse siano “reali”. Fino a che punto la relazione modifica i relata? Quali sono le relazioni necessarie? La distinzione tra relazioni esterne e interne è difendibile? Oppure tutte le relazioni sono apparenti?
Seguendo Russell si può definire idealismo la tesi che tutte le relazioni siano interne, ed empirismo la tesi che (almeno alcune) relazioni siano esterne ed irriducibili alle sole proprietà delle sostanze. Secondo questa caratterizzazione, l’idealismo è una forma di olismo in cui tutto è identità e la differenza è solo apparente, mentre l’empirismo è una forma di pluralismo ontologico fondato dalla natura reale della relazione.
Tuttavia, si può concepire l’intima connessione di tutte le cose, senza ricadere in una concezione monista o panteista? Oppure sono proprio queste due le forme ultime della realtà, oltre l’apparente ipostatizzazione degli oggetti? Se le relazioni sono ontologicamente primarie, se tutto è inter-relazione, esiste una distinzione reale tra gli enti? Quali sono le problematiche circa la dipendenza ontologica, l’identità relativa, la vaghezza, sollevate dall’ontologia relazionale? Se tutto è interconnesso, come possiamo definire l’identità di qualcosa?
A spingere nella direzione di una “relazionalità intrinseca” sono anche le acquisizioni più innovative nel campo della fisica, le quali parrebbero invocare un ripensamento della nostra ontologia. In che misura la fisica solleva domande per la teoria della relazione? Gli oggetti emergono dalle relazioni? Questo significa davvero che le relazioni sono ontologicamente primarie? Quante e quali sostanze primitive ci sono? I quarks sono ‘immateriali’? Cosa resta del realismo ontologico in un’ontologia relazionale? Come vengono ripensati i criteri d’identità, e come possiamo costruire un’ontologia sulla nozione (spesso fuggevole) di ‘evento’? Gli elettroni sono dei quasi-oggetti e quasi-sortali? L’ontologia relazionale implica una forma di relatività ontologica? Che tipo di dipendenza ontologica c’è alla base delle particelle elementari? E che tipo di relazionalità e di causalità?
 
Cosmologiee teo-filosofie. Come pensare Dio, il mondo, e la loro relazione?
Se la relazione non è un aspetto accidentale di un ente, ogni realtà si caratterizzerebbe per una capacità di autorelazione e per la capacità di relazionarsi con enti esterni. Vi è, dunque, una stretta analogia tra la struttura del reale che oggi conosciamo e l’essenza trinitaria di Dio? Fino a che punto possiamo spingere questa analogia? La Trinità intesa come sovraessenzialità, in cui essere e relazione coincidono, è una necessità speculativa filosofica prima ancora che teologica? Che prospettive apre, per il teismo, questa “concordanza”?  E per la scienza fisica? Se essa si spinge a ipotizzare una natura relazionale delle particelle elementari, cessa di essere “scienza pura”, sconfinando nella filosofia e nella teologia? Altre religioni, o sistemi di pensiero non-occidentali, cosa possono dire a riguardo? Possono aiutarci a incamminarci in modo più sicuro verso un’ontologia relazionale? Al prezzo di rinunciare al nostro approccio analitico? Fino a che punto, e con che figure di pensiero innovative? Abbiamo argomenti veramente cogenti per affermare – sola rationem – la realtà delle relazioni in Dio? Come dovremmo dunque pensarle, filosoficamente? Quale analogia è possibile formulare tra esse e le relazioni di dipendenza Dio-mondo?
 
Soggetti. Cosa significa che il soggetto esiste solo in relazione?
L’essere umano è un essere in relazione, attraverso il suo linguaggio e attraverso il suo corpo. La vita stessa sembra essere un concetto intrinsecamente relazionale, non solo perché implica di pensare un principio vitale (qualsiasi sia la sua natura) in rapporto a un corpo materiale, ma perché l’organismo stesso emerge come un tutto dalla relazione delle sue parti. Qual è, dunque, il rapporto tra natura e cultura, tra individuo e società, tra sussistenza e relazioni d’origine? In che senso la sessualità e la corporeità sono realtà umane relazionali per eccellenza? Davvero il soggetto sussiste solo nell’estroversione e nella dinamica Io-tu? In che modo filosofia e teologia s’influenzano reciprocamente, e fino a che punto è possibile spingere i rimandi analogici? Fino a che punto la dissoluzione della metafisica della sostanza coinvolge la definizione classica della persona come rationalis naturae individua substantia?
 
Spunti conclusivi
L’argomentazione ontologica e metafisica sul divino, sulla realtà fisica e sull’umano può condurre a considerare l’inadeguatezza del nostro linguaggio. Una riflessione su quest’ultimo – un punto nevralgico di tutte le discussioni analitiche su Dio – quindi, s’imporrà anche in questo consesso: come può l’apofatismo essere integrato all’interno della filosofia analitica della religione, quali siano i livelli minimi che permettono a un teismo di essere razionale, coerente e rilevante? Tra questi ultimi, vi è anche la capacità di sviluppare un’ontologia che dia conto della struttura fisica del reale?
Sono numerose le domande che s’affacciano sulla nostra contemporaneità, sulle quali il Convegno vuole timidamente cominciare a fare il punto, anche attraverso i contributi pervenuti tramite questo Call for abstracts. Ed altre potrebbero aggiungersi: perché si è sviluppata un’indagine sulla Trinità nella filosofia analitica della religione? Nasce per difendere un dogma e la sua rilevanza razionale? Oppure risponde a esigenze metafisiche più profonde? Quale altra definizione metafisica di Dio e della sua essenza è possibile elaborare in chiave trinitaria? Le nuove ipotesi scientifiche (dalla quantistica, alla relatività, alle stringhe) possono contribuire a darci delle indicazioni per formulare un’ontologia nuova, un’ontologia relazionale, grazie alla quale non solo possiamo rendere conto del reale, ma armonizzare tale spiegazione con il Principio che, in un sistema teistico, ne è il fondamento? Se nemmeno la struttura fondamentale degli enti creati è conoscibile del tutto, vi è spazio per un’ontologia negativa? Essa converge o confligge con l’ipotesi teistica?
L’ontologia relazionale pone enormi interrogativi, e forse ciò che si comincia a percepire come necessaria è un’operazione di sintesi, critica ma capace di delineare in modo ordinato gli sviluppi di questo campo d’indagine, i suoi rapporti con altre discipline, in primis la Filosofia Analitica della Religione, perennemente in relazione con le elaborazioni metafisico-ontologiche sulla realtà e sul divino. Non da ultima, la domanda da porsi è se abbiamo davvero bisogno di una nuova ontologia. In una battuta: perché, cos’è e dove va l’ontologia relazionale?

Programma: 

16 Novembre 2016
presso l​'Aula SMT 11, Polo Nuovo di Santa Marta - Università degli Studi di Verona

​​15.00-15.15 - Introduzione e saluti
​                      Saluti del prof. Arnaldo Soldani e della prof.ssa Manuela Lavelli
                      Introduzione di Daniele Bertini e Damiano Migliorini 

15.15-16.45 - Filosofie della relazione
​             - Guido Bonino (Università di Torino)
                      Le relazioni nell'idealismo britannico
             - Elisa Grimi (ESMP)
                      La natura relazionale dell’epistemologia in Von Hildebrand
​16.45-17.30 - Discussione

17.30-17.45 -  Coffe break

17.45-18.45 - Antropologie relazionali
​             - Vera Tripodi (Università di Torino)
                     La relazione e il gender. Quale ontologia relazionale in una prospettiva femminista?
             - Agostino Cera (Università della Basilicata)
                     Antropologia della relazione. La Mitanthropologie di Karl Löwith
​18.45–19.15 - Discussione


17 Novembre 2016
presso la Sala Conferenze della Fondazione Centro Studi Campostrini

9.15-10.15 - Ontologia relazionale
             - Marco Damonte (Università di Genova)
                    Constituent vs Relational Ontologies: quale strategia di ricerca per la teologia razionale?
             - Paolo Di Sia (Università di Verona)
                    Fisica quantistica, metafisica e teismo: interpretazioni, ontologie, riflessioni teologiche
10.15-10.45 - Discussione

10.45-11.00 - Coffe break

11.00-12.30 - Cosmologie relazionali
             - Sofia Vescovelli (Università di Genova-Birmingham)
                      Relazione e processo nella filosofia processuale
             - Elisa Freschi (Università di Vienna)
                     Dio non senza qualità: l’imprescindibile relazione fra Dio e sue qualificazioni nel pensiero teologico
​12.30-13.00 - Discussione


14.30-16.00 - Lectio e discussione conclusiva
             - Mario Micheletti (Università di Siena)
                      La radicale alterità divina, la relazione Dio-mondo e il 'teismo analogico'

INGRESSO LIBERO


La Scuola di Dottorato di Verona riconosce 3 Cfu di didattica per la frequenza alle tre sessioni del Convegno.


Modalità di invio di una proposta

Inviare un abstracts, di lunghezza compresa tra le 1000 e le 1200 parole, con il titolo della relazione che s’intende tenere, in lingua italiana. L’abstract dovrà essere preparato in forma anonima.

Le proposte dovranno essere inviate in formato .pdf entro le ore 24.00 del 15/07/2016
ai seguenti indirizzi e-mail: daniele.bertini.73@me.com; damiano.migliorini@univr.it;

 

L’esito della valutazione sarà comunicato entro l’31 luglio 2016.

È prevista la pubblicazione degli atti del convegno, comprensiva delle relazioni che sviluppano i 3 abstracts selezionati (previa peer review da parte di un membro del Comitato Scientifico).

Per coloro che saranno selezionati, non è previsto un rimborso spese per il raggiungimento del luogo del Convegno, mentre per il pernottamento del 16, la colazione e il pranzo del 17 novembre, sono messe a disposizione gratuitamente le strutture della Fondazione. 


Per informazioni:

Daniele Bertini daniele.bertini.73@me.com
 
Damiano Migliorinidamiano.migliorini@univr.it
 

http://danielebertini73.wix.com/convegnorelazioni


Apri PDF Torna all'elenco